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Intervista - Marco Solfanelli editore di Solfanelli Editore e Tabula Fati

Dettagli
Intervista a Marco Solfanelli editore dell'etichetta Solfanelli e della gemellata Tabula fati e della sua collana Sci-Fi Collection. L'intervista è a firma di Max Gobbo
Nella galassia dell’editoria nazionale la casa editrice Solfanelli rappresenta senza dubbio uno dei soggetti più interessanti per via dell’originalità delle scelte editoriali — non soggiacenti alle mere brame del mercato —, e alla qualità generale delle sue pubblicazioni. 
Questo marchio storico abruzzese ha all’attivo un gran numero di successi, e unitamente alla consorella Tabula fati che s’occupa eminentemente di narrativa, propone un catalogo ricco e di indubbio interesse.a.

Ed è proprio di Tabula fati che abbiamo deciso d’occuparci in questo numero. Infatti fra le sue collane vi è Sci-Fi Collection, un contenitore editoriale riservato interamente alla fantascienza. A dirigerla, l’infaticabile Marco Solfanelli — figlio dell'editore Marino Solfanelli —, che a partire dagli anni Ottanta, allorquando a dirigere le collane dedicate al fantastico era il giornalista Gianfranco de Turris, ha collezionato tutta una serie di premi e riconoscimenti sia a livello nazionale, che internazionale.
Per conoscere più da vicino questa realtà dell’editoria italiana, abbiamo raggiunto proprio Marco Solfanellicui abbiamo proposto la seguente intervista.

Benvenuto sulle pagine di LetteraturaHorror.it: può parlarci brevemente di Tabula fati?
Circa una ventina di anni fa, dopo una lunga esperienza con mio padre alla direzione editoriale delle collane della Solfanelli, ho creato un nuovo marchio editoriale per ampliare l'offerta editoriale in ambiti ancora trascurati, soprattutto per promuovere nuovi autori nei vari campi della narrativa, della saggistica e della poesia, puntando alla valorizzazione di giovani emergenti da affiancare ad autori già affermati.

Tanti anni di successi nel solco dell’innovazione: un’eredità ingombrante o una sfida per il futuro?
Una sfida al di fuori dell'ala protettrice di una marchio e di una professionalità di lunghissima esperienza. La volontà di sperimentare nuovi spazi sopratutto nella narrativa di genere, come la fantascienza, il fantasy, il giallo, con un nuovo linguaggio e nuove esperienze.

Un catalogo il vostro molto ricco e interessante: vuole parlarcene?
Un catalogo creato passo dopo passo, passando dal consolidamento delle prime collane, e via, via ampliando l'offerta a seguito della molteplicità di interessi che la casa editrice ha saputo coagulare, aprendo a nuovi collaboratori esperti in vari settori e soprattutto a un gruppo di selezionatori di opere che non seguissero le mode del momento ma opere che in nuce avessero la possibilità di diventare dei piccoli classici con il passare degli anni.

I nostri lettori sono appassionati di tutto ciò che è fantastico: cosa proponete per i loro palati esigenti?
La scelta è ponderata e sicuramente di ragguardevole spessore sia letterario che per varietà di contenuti e tematiche, le collane sulle quali puntiamo sono Sci-Fi Collection, Minas Tirith, Le Ali della Fantasia, Malancandra, ma anche in Nuove scritture e Carta da Visita si possono trovare opere dedicate al fantastico e immaginario ma aperte ad un pubblico non specializzato.

Cos’è per lei l’immaginario? E che spazio occupa nella sua vita?
L'immaginario è la prima forma di letteratura che approcciamo fin dalla nascita, essa ci accompagna attraverso gli anni dell'infanzia fino all'età adulta. Essa si struttura nella ricerca di quella letteratura che sappia accompagnarci per le sfide del futuro con il peso e la forza di tutta la nostra tradizione. La buona letteratura, quella Alta del fantastico e della fantascienza per intenderci, altro che non è che la riproposizione di miti e leggende, che in forma moderna, ci danno il senso della Tradizione, per aiutare l'Uomo moderno a non essere mai nuovo e fine a se stesso, ma il tramite di passaggio per nuovi e ulteriori mondi futuri.

Come editore e curatore di collane ritiene importante seguire le mode, oppure è meglio prendere strade ancora da battere?
Come case editrice riteniamo di dover dare ampie possibilità ai nuovi costruttori di mondi di non essere circoscritti in angusti universi, ma di far spaziare l'immaginazione con le basi che tutta la letteratura ha finora costruito, come l'uomo che ben piantato nella Terra si slancia verso il Cielo.

E book VS libri cartacei: una lotta all’ultima pagina, il nuovo che soppianta il vecchio, o la possibilità di sinergie innovative?
Il dilemma da affrontare è duplice: vogliamo che la cultura e la letteratura si diffonda con ogni mezzo, o vogliamo che essa viaggi solo attraverso i libri? La risposta è semplice: vogliamo che la letteratura possa arrivare in ogni angolo di mondo, essere usufruita in qualsiasi condizione e nella libertà di scelta di ogni singolo individuo. Alla fine di tutto il libro, comunque, vincerà.

Parliamo di generi. Anche lei è un sostenitore del fantasy a base di vampiri effeminati e licantropi griffati?
Ritengo che sia una letteratura di consumo, che possa essere la base per portare i lettori appassionati alla ricerca di cose nuove e diverse, insomma l'importante è leggere, poi si scoprirà la letteratura Alta, rispettiamo i tempi di crescita di ognuno, senza per forza fare sentenze... In fondo, se qualcuno vuol rimanere bambino per sempre, qual è il problema? Mi stupisco a volte sentire argomentazioni elitarie che alla fine sottintendono che debba esserci sempre qualcuno che ci dica che cosa dobbiamo leggere e anche il perché.

Se dico Lovecraft?
Ecco, la dimostrazione che anche una letteratura popolare nata sui pulp, poi possa diventare e scoprirsi classica. E come Lovecraft tantissimi hanno esordito non badando a dove si pubblicasse. La letteratura di qualità poi trova la sua strada, emerge e si fa classica. E nella marea di letteratura popolare che l'umanità ci ha consegnato, ancor oggi si possono scoprire autori fuori del loro tempo, che forse in vita non hanno ricevuto i giusti riconoscimenti, ma che con il passere dei decenni e forse dei secoli si sono dimostrati universali e non legati dall'effimero momentaneo successo.

Fantasy eroica e fantasy mitologica: due facce della stessa medaglia, o mondi inconciliabili?
Assolutamente fratelli! La mitologia (pur sempre eroica) ci ha narrato delle sfide che dagli albori dell'umanità l'uomo ha dovuto combattere e a volte vincere, per essere quello che è oggi; forse un uomo meno forte, meno nobile, ma pur sempre frutto di una civiltà eroica che l'ha preceduto e che lo consegna alle sfide le futuro. Come allora non tutti sono protagonisti, tanti si perdono o percorrono le strade aperte dai manipoli di eroi che in tutti i campi, da quelli della medicina a quelli della speculazione filosofica, ci hanno consegnato un mondo, che forse o probabilmente distruggeremo, ma dalle cui macerie come araba fenice sapremo risollevarci per nuove e ulteriori sfide.

Passando alla fantascienza: è d’accordo con quanti (soprattutto in Italia) ritengono il genere al lumicino (laser)?
No di certo, la fantascienza è sempre stata attraversata da periodi di grande interesse e successive marginalizzazioni. Sono cicli che si ripetono in continuazione, ma che poi non coinvolgono contemporaneamente tutte le nazioni. Forse in Italia si risentono questi alti e bassi, ma altrove la produzione anche di elevato valore continua e che troveremo sui banchi dei librai di qui a qualche anno. In questo momento c'è una contingenza di disorientamento e di grande offerta che pur non scalando la vetta delle classifiche di vendita, comunque sono sempre significative. Vedo che si pubblicano tantissimi libri, spesso con piccole case editrici, un fiume carsico che si nota poco perché la grande editoria si è voltata da un'altra parte.

Vaticiniamo. Il futuro va visto in modo pessimistico, o come un’insieme di opportunità?
Il futuro va visto come una grande sfida che benché planetaria riguarderà ciascuno di noi personalmente. Ognuno di noi sarà chiamato alle scelte, i più si accoderanno alla massa e ne seguiranno la scia, altri saranno protagonisti della propria vita e delle proprie scelte e ne pagheranno le conseguenze, perché le scelte individuali controcorrente si pagano fortemente. Ma che vita sarebbe se ogni uomo in un momento preciso della propria vita non fosse disponibile a metterla in discussione anche in forme radicali.

Un grande della Scienze Fiction, Ian MacDonald mi ha spiegato che secondo il suo parere, i tre generi del fantastico (fantascienza, horror e fantasy), rappresentano i tre fili d’una stessa corda: lei che ne pensa?
Sì, sono d'accordo. Tre modi di parlare diversamente... una stessa visione del mondo. In fondo ci si interroga sempre sulla stessa domanda: Cosa farai tu uomo, di fronte a questa situazione, che io autore ti propongo? Ognuno di noi nella lettura si pone la stessa domanda: sono preparato ad affrontare ogni sfida che la vita mi pone davanti? E poi chiedersi: Voglio essere un uomo solo ad affrontarla, oppure sentirmi parte di una comunità? Cioè mi sento di far parte di una storia che venendo lontano, mi oltrepassa e volge al futuro? O sono un cane sciolto senza origini e senza futuro, in balia degli eventi?

Solfanelli e Tabula fati cosa apprezzano maggiormente in un autore?
Innanzitutto l'affabulazione, la capacità di stupirci e farci riflettere. Poi viene tutto il resto.
Cosa deve avere un manoscritto per farle esclamare: “Ecco quello che cercavo!”
Essere impregnato di quei valori universali in una storia incalzante, che ci imponga di guardarci in quello specchio/libro e farci dire: Ora tocca a me! Non posso più far finta di niente dopo aver letto tutto ciò...

Italiani un popolo di santi, poeti, navigatori e scrittori… ma lettori?
Un popolo che non ha forse mai amato se stesso, le sue origini, la sua tradizione. Un popolo che non ha avuto un mito fondante comune: dalla creazione del nostro mondo con la nascita di Roma, troppi secoli di isolamento e divisione hanno poi costituito la nostra caratura individualistica dura a morire. Il mito fondante, ecco il punto da ripartire. Ecco un'immagine: Enea ha sulle spalle il vecchio padre Anchise ed è seguito dal figlioletto Ascanio... Da qui dobbiamo ripartire. Passato, presente e futuro. Ma che riguarda in prima persona ciascuno di noi, non gli altri che guarda caso sono sempre inaffidabili, ecc., scusa per il nostro far nulla, fin che la barca va.

Oggi per restare competitivi occorre aggiornarsi continuamente, eppure la grande editoria in questa fase di transizione appare reazionaria. Perché?
La competitività spesso lascia indietro entusiasmi e valori. Dobbiamo cercare non il successo ma la bellezza, il valore delle belle storie da raccontare, storie drammatiche e sofferte che aiutino gli uomini a crescere in consapevolezza, perché ogni cosa dipende da noi.

IF, ovvero il weird all’italiana, è una rivista tematica del vostro gruppo: vorrebbe parlarcene un poco?
Un gruppo di amici, di esperti, che vedono nel fantastico e nell'immaginario le chiavi interpretative del momento presente e attraverso una letteratura di anticipazione disvelarci i tanto possibili mondi futuri, che per l'umanità che non sembra radioso e rassicurante. I fascicoli di IF, attraverso la formula di approfondimento di tematiche specifiche, ci consegna un panorama dei temi della letteratura non mimetica. Una buona opportunità per nuovi lettori per orientarsi nel grande panorama delle offerte, partendo dalle proprie curiosità e interessi.

I vostri libri si segnalano per qualità: scelta editoriale, feticismo librario o una questione esistenziale?
Una semplice scelta di qualità e passione. Passione per il lavoro ben fatto, qualità per il rispetto dei propri lettori.

Desidera parlarci di qualche novità del vostro catalogo?
Mi piace ricordare la riedizione del Ciclo delle Amazzoni di Gianluigi Zuddas. Ormai erano più di dieci anni che non venivano ripubblicati ed era giusto riproporlo ai nuovi lettori sempre affamati e curiosi, per immergersi in un mondo così lontano da ormai essersi ricongiunto ai primordi dell'umanità. Ed anche la pubblicazione di volumi di Renato Pestriniero, come l'ultimo La pietra dell'Alchimista, vincitore del Premio Worfd SF 2014 “Ernesto Vegetti” . Ma spero al più presto di editare un fantasy inedito di Anna Rinonapoli, una grande amica, una grande scrittrice, che mi manca moltissimo.

Firme famose e numerosi premi all’attivo: qual è il segreto per emergere tra miriadi di concorrenti?
Solo perseguire con passione e continuità in un solco già tracciato nei primi anni Ottanta.

Bene, ringraziandola anche a nome dei nostri numerosi e affezionati lettori, non mi resta che salutarla.
Grazie a voi e a presto.



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