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Recensione Cortometraggio - "Bergson" di Michele Baldini

Dettagli

Letteratura Horror ha il piacere di presentarvi questa recensione a firma di Ivo Gazzarrini sul cortometraggio “Bergson” opera del regista Michele Baldini. 
Sei un autore, un regista, uno sceneggiatore o un attore e vuoi proporci il tuo corto o lungometraggio? Scrivici a   Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
TRAMA - Il cortometraggio rappresenta una ipotetica storia di cronaca nera, ispirata a fatti che accadono quasi quotidianamente.

Una ragazza di una ventina d’anni, Maddalena Tura, aspetta in stazione il treno che la porterà a Berlino per un Erasmus. Quel treno non riuscirà mai a prenderlo in quanto verrà rapita e violentata per tre giorni da tre pregiudicati, un italiano e due balcanici, in un casolare abbandonato. All’improvviso appare la Madonna.

I tre delinquenti muoiono nel sangue e la ragazza è libera. L’accaduto (il miracolo?) porterà la giovane a una sincera conversione religiosa.
RECENSIONE - Bergson è un thriller/horror che non cerca il colpo di scena e la suspense. L’obiettivo di Michele Baldini è quello di turbare lo spettatore con il macabro e scombussolarlo con il malsano. Si ispira al cinema di Miike, di David Lynch ma anche a quelle pellicole psichedeliche più o meno sperimentali ed exploitation degli anni 70, da Jodorowsky a Jesus Franco.
Michele Baldini gira con criterio, ogni sequenza del film è estremamente curata e non lascia nulla al caso. Sa quello che fa e sa dove vuole arrivare. Dopo la visione di Bergson possiamo estrapolare una dura verità che salta subito all’occhio: ci vuole un miracolo per salvare l’Italia in questo momento.
Ma l’opera di Baldini non è così semplice, offre parecchie chiavi di lettura, ci sono tanti significati, propone tante risposte e presenta alcune realtà di un Italia moderna pronta allo sfascio totale. Il regista ci mostra una banda di malconci criminali, due immigrati e un italiano drogato, toccando problemi importanti come l’immigrazione, la disoccupazione e la tossicodipendenza. Pieghe che possono portare a conseguenze estreme come il rapimento e lo stupro rappresentate in questo film. La ragazza, vittima delle violenze, viene rapita nel momento in cui cerca di dare una svolta alla sua vita, mentre aspetta il treno che la porterà lontana, in cerca di fortune. Baldini qua tocca un altro grosso problema, a mio avviso ancora sottovalutato, quello dei “cervelli in fuga”, del futuro che se ne va.
L’inizio del film montato con video amatoriali presi da youtube e dai notiziari conferiscono al cortometraggio una maggiore realtà e ci preparano al contesto della storia. Lo stesso vale per la parte finale dove gli autori del corto creano un mix complesso ma efficace di titoli di coda e notizie sul fatto di cronaca appena accaduto. Qua Baldini (ce lo spiega sul sito del film) ci mostra il vero Bergson, la realtà, ”la materia e la memoria” che si mescolano. Ognuno dei giornali cerca di far sua la notizia e adattarla al proprio pubblico di riferimento fino ad arrivare al profilo di facebook della ragazza rapita e ora salva, convertita e devota alla Madonna.
Efficace la trovata di non far parlare i personaggi del film. Baldini da voce alla natura e da enfasi alla realtà con canti di grilli e cicale. Alla stazione si sente solo il richiamo metallico dell’addetto ai treni che annuncia gli arrivi, le partenze e i transiti.
Gli attori si calano alla perfezione nelle loro parti e svolgono un lavoro onesto, senza sbavature. Contribuiscono in maniera forte alla riuscita del film, dal momento che spesso sono loro il punto debole di lavori indipendenti.
Un corto da vedere, che ci spiattella con feroce ironia uno sputo drammatico e violento dell'Italia di oggi.

SCHEDA DEL CORTOMETRAGGIO

Titolo: Bergson
Data di uscita: 2013
Soggetto, sceneggiatura e regia: Michele Baldini
Collaboratori alla sceneggiatura: Marta Baggiani, Elia Billero, Gianmarco Lotti
Fotografia, riprese, montaggio, animazione: Diego Dada
Musiche originali e mixaggio: Michele Baldini
Aiuto regia, secondo operatore: Giuditta Giani
Trucco: Eva Giannoni, Francesca Gambini
Produzione: Associazione Culturale Borgo Allegro
Co-produzione: Associazione La Stazione, Cinofilia Produzioni
Produttori esecutivi: Martina Agostani, Enrico Prosperi
Interpreti: Alessia Leone, Enrico Prosperi, Marco Talini, Lucia Fiumalbi, Emanuele Giaconi

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