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Recensioni - "L'orrore numero 91” di Paolo Ferrara

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L'orrore numero 91 di Paolo Ferrara“L'orrore numero 91” di Paolo Ferrara edito da La Mela Avvelenata è l'ebook recensito oggi da Letteratura Horror. Clicca qui e leggi trama e note sull'autore.
Rendere, tramite il racconto scritto, quel sottogenere dell’horror che è lo splatter (a proposito di splatter se ti piace partecipa al nostro nuovo contest "La Serra Trema"), basato per definizione sull’impatto visivo delle cruente immagini, può sembrare un’impresa quasi impossibile. Ma Paolo Ferrara, con il suo L’orrore numero 91, ci riesce egregiamente.


La sadica meticolosità con cui Ferrara indugia nella descrizione dei macabri dettagli non è da meno ai classici italiani da Fulci a Bava fino alle produzioni Troma di Lloyd Kaufman. Codici di genere, insomma, traslati dalla visionaria fantasia dei padri dello splatter cinematografico all’universo letterario. Un racconto sapientemente scritto che lascia trasparire un approccio sperimentale alla letteratura.
Il punto di vista è, inevitabilmente, quello dell’assassino. Un’immersione nella dimensione soggettiva di una mente fredda, scientifica, ma allo stesso tempo mostruosa, spietata, segnata da angoli bui e follie, dove si cela un pericoloso Mr. Hyde, pronto a rivelarsi ad ogni momento. Quasi a dire che l’eccessivo pensiero calcolatore non si discosti troppo dall’intelligenza criminale.
Ferrara costruisce una psicologia dell’assassino seriale con accenni rapidi, ma dotati di una forte carica introspettiva, che lasciano trasparire una forma mentis corrotta da un trascorso all’insegna del castrante rapporto con la figura paterna. Un racconto breve ma denso di significati, da questo punto di vista. Ma soprattutto, un racconto strutturato con altrettanta abilità affabulatrice, in cui la rivelazione finale giunge gradualmente, emergendo da un contesto narrativo delirante. L’ambiguità del protagonista prende corpo e trova quasi le simpatie del lettore, alternando momenti di estrema sensibilità a putiferi nauseabondi tra corpi divelti, cervella spappolate, arti mozzati e squarci epidermidi.
Un’affezione che, di contro, si riversa sull’unico essere indifeso e capace realmente di donare amore disinteressato, un essere non umano, un cane, la cui dipartita sarà causa della presa di coscienza del degrado e della perversione umana a cui brutalmente metterà fine il degenerato e affascinante narratore di questa storia.
Uno splatter apocalittico che si muove tra depravazioni scientifiche e corruzione umana; una scrittura che si fa quasi espressionista, ma con divertenti descrizioni al limite del grottesco. Da non perdere.




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