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Recensioni - “I racconti del Behcet” di Michele Protopapas

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“I racconti del Behcet” di Michele Protopapas è il libro recensito oggi da LetteraturaHorror.it. Clicca qui e leggi trama e note sull'autore
Un portale interdimensionale, un affondo nei recessi della mente, un incubo ad occhi aperti. Ecco cos’è I Racconti del Behcet.
La scrittura di Michele Protopapas non si limita infatti al semplice confine della pagine, ma varca la soglia del sensibile, risucchiando il lettore in un crogiuolo di nuovi mondi e rimandi intertestuali.

Da I Mendicanti di Breslavia, dalle cupe e surreali atmosfere che rinviano a certi racconti del paranormale di Algernon Blackwood, a La strana storia di Louis Chaperon, in cui l’ispirazione alla letteratura di H. G. Wells e forse ancor di più alle teorie distopiche di Huxley si fanno vive e tangibili (quasi si trattasse di un’opera postuma degli scrittori inglesi), questa raccolta di racconti contiene piccole perle da non lasciarsi sfuggire.
Ma l’evidente ascendente che questi maestri della letteratura hanno avuto sull’immaginazione di Protopapas non si limita ad una semplice e sterile riproposizione di quello stile e quell’immaginario già noto. Protopapas va oltre, spingendosi ad una vera e propria rivisitazione tematica, mettendo in campo questioni dalla valenza universale, ma che lette con occhi critico, non possono non rimandare alle fobie, pulsioni e ambizioni dell’uomo moderno. Ed ecco che un racconto come Il tempo del raccolto mette in relazione le antiche profezie del popolo Maya con un avvento alieno, mentre I Mendicanti di Breslavia medita invece sull’arrivismo di una donna nella società contemporanea e i fatali viluppi in cui rischia di incorrere, in una metafora dal valore quasi esistenziale, fino a La strana storia di Louis Chaperon che prende il via da quella bomba ad orologeria che è CERN di Ginevra.
Impossibile infine non menzionare il racconto forse più bello contenuto in questa antologia: La generatrice di mostri; quasi ci fa sospettare che Protopapas abbia invocato direttamente lo spirito di Lovecraft per aiutarlo nella stesura.
Un libro abitato da presenze ed universi disparati quindi, ma accomunati tutti da un trait d’union rintracciabile in questo manifestarsi di incubi radicati nella mente dell’uomo dei nostri tempi.
Una riformulazione dei classici di ieri per uno sguardo trasversale all’oggi. Da leggere!



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