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Recensioni - “Kiki: Sanague a Berlino Brandeburgo” di Caleb Battiago

Dettagli

“Kiki: Sanague a Berlino Brandeburgo” di Caleb Battiago (aka Alessandro Manzetti) è l'ebook distopico recensito oggi da LetteraturaHorror.it. Clicca qui e leggi trama e note sull'autore
È con il suo consueto stile ferocemente barocco che Caleb Battiago ci proietta in un mondo distopico, immondo e spietato. Continua il suo itinerario nel continente marcio, stavolta nella Berlino corrotta da una nuova suddivisione, che vive all’ombra del grande Serpente, un muro impietoso tra la zona Est e Ovest. Una Berlino divisa in strati e substrati.

Sono i Bezirk, quartieri diversi ma accomunati dallo stesso degrado, la stessa lercia fatiscenza. Organico e inorganico si fondono, è la morte del trascendente, dello spirituale. Tutto è reso corpo, carne, merda. Jesus è il Messia delle fogne, dal viso bizantino e i denti marci. La volta non è celeste, «l’immaginazione rende stelle tute le cose, anche gli schizzi di merda fosforescente, radioattiva, sulle pareti delle immense gallerie». Una Berlino in cui l’antropofagia è legalizzata; carne umana come prodotto prelibato: l’oro del ventunesimo secolo. Ancora una volta la Cloud micidiale, la droga che fotte il cervello e riduce a zombie la misera popolazione. Persiste però la scala sociale, tra la guasta nobiltà della Duchessa e la nuova borghesia narcotrafficante di Testadiferro, mentre la plebe è ridotta a bestiame da macello per le autorità dei piani alti.
La missione di Kiki, tra le migliori killer della Parigi Sud 5, è recuperare il cranio di Hitler, conservato nel reliquiario del perverso Rospo Rosso. Consegnarlo al governo israeliano, affinché lo espongano nel loro Sancta Sanctorum, perché «il popolo ha bisogno di tradizioni, di leggende, di sacre o immonde reliquie, per essere guidato, per sentire la forza del bastone con tutte le sue nervature», e allora «niente di meglio che il cranio di Hitler, ben lucidato, installato sotto i proiettori del Tempio per il pubblico ludibrio».
Quelle di Battiago sono opere controverse, un rifiuto all’omologazione, racconti tra l’horror, il fantascientifico, il macabro, il cruento: pulp epici; un calcio in culo alla tassonomia. Pubblicazioni indipendenti, perché qualità imprescindibile per delle storie cariche di cotanta sottesa filosofia. Non per tutti. Sconsigliata ai deboli di stomaco.



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