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Recensioni - "Ore Nere - Otto racconti del terrore"

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"Ore Nere - Otto racconti del terrore" è la nuova antologia horror di Dbooks.it per la collana Altrisogni Presenta recensita oggi da LetteraturaHorror.it. Clicca qui e leggi la sinossi e la scheda del libro. Clicca qui e acquista il libro in ebook e qui per il libro cartaceo
Ore Nerenon è un'opera unitaria, bensì una somma di opere: una collezione piacevolmente disarmonica di stili e di generi.
Dire “raccolta di racconti” è riduttivo: la silloge Ore Nere fa il punto dell'ultima edizione del Premio Crawford, affidando i suoi scrittori che si son maggiormente distinti nel corso della competizione a queste ottantatré pagine – il concentrato del meglio del Crawford 2013.
Si tratta di otto racconti che, come ricorda la prefazione, sono stati scelti per la qualità stilistica e gli argomenti trattati; per trame particolarmente avvincenti ed altre peculiarità.
Ciò che riesce difficile, di fronte ad opere come questa, è formulare un giudizio unico e sintetico: un'analisi che, inevitabilmente, non potrebbe tener conto della pluralità di scritture (vero tratto distintivo di questa raccolta). La presente recensione potrebbe invece fungere da seconda valutazione, rivolta non all'opera (di cui si sono occupati i giudici del Crawford) ma al progetto.
La coerenza con il genere adottato è evidente in tutte e otto le narrazioni, sebbene ciascuno dei racconti dia il proprio contributo scegliendo soggetti particolari: dalle streghe di Squali, al demone di La lingua di Satana, al killer di Christmas killer. Potremmo tuttavia osservare (a livello meramente statistico) che l'ambientazione privilegiata appartiene in qualche modo al mondo dell'arte: case editrici, librerie, opere d'arte, videotape...
Valeria Barbera e Daniele Alberto Galliano si distinguono per il ricorso al dialetto, nel corso delle rispettive narrazioni, creando così atmosfere dai contorni meglio definiti. Matteo Pisaneschi arricchisce La lingua di Satana con riferimenti biblici e filosofici dallo spesso non scontato, mentre in In trance Filippo Santaniello gioca col “non detto” per tenere il lettore incollato alle pagine.
Leggere questa raccolta permette, soprattutto, di farsi un'idea dell'horror contemporaneo, consentendo al lettore (anche inesperto rispetto il genere trattato) di afferrarne immediatamente le diverse sfaccettature, condensate in questi brevi racconti “d'autore”.


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