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Nuove Uscite - "Il corpo nel cinema di John Carpenter" di Fabio Migneco

Dettagli

"Il corpo nel cinema di John Carpenter" di Fabio Migneco è il nuovo saggio edito da La Case Books per la serie Pop Icon.
Vi segnaliamo questo interessante testo che analizza l'opera completa di uno dei registi più amati di sempre, stiamo parlando del regista horror (e non solo) John Carpenter raccontato da Fabio Migneco ed edito da La Case Books.
Il libro comprende un’intervista esclusiva a John Carpenter e a sua moglie Sandy King.
TRAMA - Fabio Migneco accompagna il lettore in un viaggio emozionante alla scoperta di una delle grandi icone pop dei nostri tempi, John Carpenter. Regista di film leggendari, come Halloween, Grosso Guaio a Chinatown, La Cosa, 1997 Fuga da New York e tanti altri, Carpenter è stato ed è tutt’ora fonte inesauribile di ispirazione per intere generazioni di registi, ma anche di scrittori, fumettisti e musicisti. 

 

Lungo il corso della sua ormai trentennale carriera, nell’arco di ventitré regie tra cinema e televisione, John Carpenter è riuscito ad andare al di là delle semplici convenzioni del genere non solo imponendo la sua figura o affrontando il discorso sui corpi, ma anche creando pellicole che oltre a resistere alla prova del tempo, ben rispecchiano certi aspetti della società e della cultura, americana ma spesso universale.
Le sue riflessioni, che sono anche vere e proprie ossessioni, sul tempo, sullo spazio, sullo sguardo, la realtà, la paura, la società e in particolare sul male, vanno a toccare le corde più profonde e sono spunto di discussione ed analisi.
Il tutto mascherato da “semplice” pellicola di genere, da action movie, da horror o da film di fantascienza, in modo da risultare appetibili a tutti e da poter puntare ad avere almeno un posto sicuro nell’ambito del cinema d’intrattenimento puro e di divertimento.
Carpenter ha sempre rivendicato e mai rinnegato questo aspetto dei suoi film, questo loro essere anche cinema di consumo.
La chiave però sta tutta, ovviamente, in quell’anche, che indica una volta di più come il regista abbia il merito, tra gli altri, di dimostrare che per divertire il pubblico non necessariamente occorre “spegnergli” il cervello.


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