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Recensioni - “L'estate fredda di Dylan Sumner” di Stefano Rossi

Dettagli
“L'estate fredda di Dylan Sumner” di Stefano Rossi è il nuovo ebook horror zombie autopubblicato dal regista e scrittore underground italiano e recensito da LetteraturaHorror.it
INCIPIT - “Dylan Sumner se ne stava seduto spalle al muro di legno, con il Winchester incollato alle mani che ancora fumava dalla bocca. Il suo volto, maculato di rosso, scalfito dai lineamenti dalla stanchezza e della paura, aveva assunto le stesse sembianze di un bambino orfano con una strana forma di malattia addosso. Ma le condizioni in cui si presentava la sua camicia (ormai non più bianca) avrebbero fatto intuire anche ad uno stolto che quelle macchie rosse non erano i segni di una malattia che avrebbe potuto dare semplice prurito. I suoi occhi, immobili e neri come un corvo, fissavano una mano femminile che non dava segni di vita, con una fede insanguinata al dito...”

TRAMA - Il racconto di Stefano Rossi inizia così. Dylan Sumner, il protagonista di questa triste storia, se ne sta seduto a terra e quello che fissa è l’arto, ormai privo di vita, della moglie. L’ha uccisa, il Winchester fumante è un dato inconfutabile. Ma per quale motivo ha ammazzato la donna che tanto amava? Semplice (oddio, non proprio!), la donna si era trasformata in un morto vivente. Ricapitolando: un uomo, distrutto dal dolore per aver appena ucciso la donna che ama, mutata in una creatura affamata di carne umana e prossima al marciume della decomposizione, se ne sta spalle al muro in attesa di superare lo shock. Se poi ci mettete che si trova all’interno di uno chalet isolato e circondato da creature marcescenti che cercano di penetrare a tutti i costi, il gioco è fatto.
RECENSIONE - E se a qualcuno potrebbe sembrare il solito inizio della consueta storia zombie, non è proprio così.
Il testo di Rossi alterna passato e presente. Ripercorre le vicende che hanno portato il protagonista a fuggire dalla città insieme alla moglie per tornare nuovamente nello chalet, nella sua personale prigione.
L'autore prepara con perizia tutti i presupposti per una classica storia di zombie ma mentre i morti viventi irrompono nella casa, anticipa i nostri pensieri con un colpo di reni, degno del migliore portiere del mondo. Qui mi fermo per evitare spoiler dicendo solo che il finale è aperto a più interpretazioni.
L’estate fredda di Dylan Sumner riecheggia, nel titolo, quel Freddo a luglio di Joe Lansdale, geniale scrittore texano che ha abbracciato praticamente qualsiasi genere letterario con risultati sempre stupefacenti. E forse non è un caso, dal momento che anche la scrittura di Rossi si ispira a Lansdale risultando godibile e gustosa.
Non mancano ottime sequenze splatter & gore e spruzzi di momenti grotteschi.

Ivo Gazzarrini

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