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Recensioni - “Nemesi” di Donatella Perullo

Dettagli

“Nemesi” di Donatella Perullo è la nuova zombie-novel in ebook autopubblicata. Leggi trama e note sull’autore
Nemesi è una variazione sul tema dell’epidemia zombie. Questa volta abbiamo due tipologie di non-morti: quelli “standard”, contagiati da un non meglio specificato virus alieno, e quelli “potenziati”, grazie all’opera senza scrupoli dello scienziato Alfonso Pulsar aka Grimm Reaper. Quest’ultimo, dapprima schierato nelle forze del bene, scopre che l’antidoto al parassita extraterrestre può trasformarsi in un farmaco miracoloso in grado non solo di rigenerare i corpi, ma di creare una razza superiore isolando il virus. Il problema della Spes, questo il nome evocativo dell’antidoto potenziato, è che chi se la inocula, nonostante la forza sovrumana e la relativa invulnerabilità, deve affrontare un paio di controindicazioni: le ferite letali alla testa e la fame disperata di carne umana fresca, esattamente come i cugini zombie “tradizionali”. Grimm Reaper, vorrebbe quindi formare un esercito indistruttibile avvalendosi della sua scoperta ma non ha fatto i conti con un piccolissimo particolare, la figlia Miriam.


Donatella Perullo, all’interno dell’intreccio, si diverte a disseminare qua e là citazioni più o meno note: Thiago, il poliziotto invaghito della bella Miriam, non ricorda forse una versione più umana di Rick Grimes? E poi, l’epidemia zombie proveniente dall’iperspazio è di romeriana memoria, così come il centro commerciale assediato dai morti viventi. Spesso, proprio come in The Walking Dead, imbattersi in altri sopravvissuti è ben peggio che incontrare un gruppo più o meno malridotto di non-morti. Per finire, il pastore tedesco di Miriam, Cochise, ricorda molto da vicino la stessa razza di cane presente in Io Sono Leggenda di Francis Lawrence. Ma l’autrice sconfina dall’horror per approdare a una citazione di una parte di storia che tutti noi vorremmo dimenticare: il comando generale di Grimm Reaper con i suoi prigionieri deportati assomiglia tristemente ai campi di concentramento nazisti.
Nemesi è anche un romanzo sull’amore: quando è puro e vero, è in grado di sopravvivere a tutto, anche alle mostruosità più atroci e alla sete di potere che spesso spegne il lume della ragione anche negli uomini più razionali. Dopo il finale tanto improvviso quanto incompleto, non ci resta altro che aspettare un seguito dall’ottima penna di Donatella Perullo.

Chiara Borloni


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