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Recensioni - La scatola dei bottoni di Gwendy di Stephen King e Richard Chizmar

Dettagli
RECENSIONE – La scatola di bottoni di Gwendy, è la nuova novella scritta a quattro mani da Stephen King e Richard Chizmar (storico editore della Cemetery Dance e collaboratore dello stesso King), che ci riporta nella famigerata e indimenticabile cittadina di Castle Rock dove il Re ha ambientato in passato alcune delle più indimenticabili opere tra i suoi romanzi e novelle quali La zona morta, Cujo, Il corpo, La metà oscura, Il fotocane e Cose preziose.

Iniziamo subito specificando che trattasi di una novella di 240 pagine cartacee impaginate a corpo stretto con qualche illustrazione, che al netto nel formato digitale si assesta attorno alle 100 per una durata di lettura di circa due ore. La storia ambientata come già accennato a Castle Rock, copre un arco temporale che va dal 1974 al 1984 e narra le vicende di una ragazzina in sovrappeso di 12 anni Gwendy, vessata dall'immancabile bullo di scuola, che ha come scopo principale della sua vita da teenager quello di perdere peso percorrendo tutti i giorni un percorso che porta fino alla scala del suicidio, una scala di ferro ubicata sul fianco di un dirupo che prende il nome da un tragico fatto di cronaca. La vita di Gwendy cambierà dal momento che si imbatterà in un misterioso uomo vestito di nero, Mr. Farris che le donerà una particolare ed elegante scatola in mogano coperta di bottoni di diversi colori secernente cioccolatini di svariate forme e preziose monete d'argento. In questa misteriosa scatola (che sembra uscita direttamente dal negozio Cose preziose di Leland Gaunt) si cela in realtà un infernale meccanismo di do ut des, con conseguenze che possono arrivare ad essere perfino catastrofiche se non si fa attenzione a ciò che si desidera. La ragazza da quel momento in avanti custodirà gelosamente l'oggetto e si renderà ben presto conto dei giovamenti sia a livello sociale che di aspetto fisico, ma la curiosità prenderà presto il sopravvento e la tentazione di pigiare uno di quei misteriosi bottoni diventerà sempre più irresistibile .
La scatola di bottoni di Gwendy è chiaramente un racconto di formazione, tema tanto caro al Re, che coadiuvato dal buon Chizmar ci regala una lettura che coinvolge fin dall'inizio per il ritmo scorrevole e incalzante, anche se le tematiche non brillano certo per originalità, vista la marcata similitudine con il racconto The Box del compianto Richard Matheson. La caratterizzazione dei personaggi che ruotano attorno alla protagonista è un po' superficiale, così come l'approfondimento psicologico di Gwendy che risulta essere piuttosto semplice e immediato. La vera forza di questa novella sta sicuramente nel senso di oppressione e inquietudine che la narrazione trasmette per i pensieri e le azioni (con conseguenti reazioni) che coinvolgeranno la protagonista. In conclusione traspare chiaramente la matrice kinghiana nell'opera in questione senza particolari intromissioni se non per qualche dettaglio gergale e poco altro da parte del co-autore, per un opera scritta sicuramente con mestiere e che si legge tutta d'un fiato per via della suspence crescente e anche se orientata verso un target young adult, non deluderà i Fedeli Lettori del Re di tutte le generazioni.
L' unica vera nota dolente del prodotto a mio avviso, sta nell'eccessivo prezzo di vendita sia del formato cartaceo che in quello digitale.

Max Ruzzante


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