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Recensioni - "Cartoline di morte" di James Patterson e Liza Marklund

Dettagli
La recensione di oggi di Letteratura Horror è dedicata al romanzo “Cartoline di morte” di James Patterson e Liza Marklund, edito da Longanesi Editore. Leggete il nostro parere
Essere o non essere a Parigi, Berlino, Stoccolma?
Questa la domanda con cui due spietati serial killer annunciano il loro arrivo in città.
Cartoline di morte, inviate ai quotidiani locali, che si fanno preannuncio di una realtà crudele e che trasformano ignare e giovani coppie in viaggio di nozze in morti che camminano.
Sì, perché lo sfortunato reporter di quel giornale sa già cosa gli aspetta.
Del resto l’hanno già fatto a Salisburgo, a Madrid, a Roma, a Firenze, e lo rifaranno ancora.
Dopo qualche giorno arriveranno le polaroid e allora non rimarrà altra scelta che constatare l’inevitabile: un’altra coppia di neo-sposini brutalmente assassinata nel loro nido d’amore, un uomo e una donna storditi, sgozzati e poi ricomposti in pose enigmatiche e apparentemente prive di senso, quasi fossero manichini nelle mani della morte.
Ma un senso c’è, quelle pose, quelle cartoline raffiguranti i luoghi più significativi della città, quelle inquietanti polaroid significano qualcosa e Jacob Kenan, tenace detective della squadra omicidi di New York, lo sa. Quei corpi senza vita nascondono molto di più di quello che emerge da un primo sguardo, quelle disposizioni celano indizi importanti e, soprattutto, gli ricordano qualcosa. Kenan lo avverte, lo sente, ma non sa darsi una risposta. Ormai è molto tempo che li insegue per mezza Europa, che ne osserva le mosse, che ne studia le tracce in giro per le capitali del vecchio mondo, alloggiando sempre in squallidi ostelli senza riuscire più a chiudere occhio, ma anche quando crede di essere ormai vicino, i due killer sono sempre un passo avanti.
L’efferatezza degli omicidi, la spietatezza dei carnefici, che non colpiscono mai più di una volta nello stesso paese, è ormai chiara alla polizia di tutta Europa e molti sono gli investigatori incaricati delle indagini, ma lui non può fermarsi, non può lasciar perdere e, soprattutto, non può tornarsene a casa perché, ormai, non ha più nessuno che l’aspetta. Deve muoversi con cautela, lo sa, non può pestare i piedi ai colleghi, ma non mollerà l’osso fino a quando non li avrà beccati, perché il suo legame con la coppia di Roma, uccisa in un albergo di Trastevere, è molto più forte di qualsiasi richiamo ufficiale o ordine dall’alto.
E poi i killer non sembrano affatto intenzionati a fermarsi.
Emily e Clive a Parigi, Karen e Bill a Berlino, Claudia e Rolf a Stoccolma. Ma qualcosa non è chiaro, qualche tassello non combacia. Gli assassini sono sempre gli stessi, il rituale e gli indizi anche: un acquisto importante fatto con la carta di credito della coppia poco prima della loro morte, nessuna traccia dei passaporti e dei gioielli, conti in banca prosciugati, tracce di alcol, thc e ciclopentolato nel sangue delle vittime, oscure cartoline, annunciatrici di morte, inviate a validi giornalisti locali, raccapriccianti polaroid delle vittime, quasi fossero normali souvenir di viaggio, e, infine, corpi senza vita, ritrovati in strane pose studiate con una cura e una perizia forse eccessive. Ma allora perché la coppia di Camberra, trovata nell’appartamento berlinese, nei pressi della Clinica Universitaria Charitè, è stata anche mutilata? No, gli elementi non tornano e per Jacob mancano ancora dei pezzi per ricomporre il puzzle.
Perché avvertire la stampa del loro arrivo? Perché ricomporre e fotografare i corpi? Perché Silvia, Karen, Bill, Mac e Kimberly? Quali sono le loro vere intenzioni? Scioccare, diventare famosi, dimostrare qualcosa o solamente giocare con la polizia?
Ma Jacob sta per crollare: sporco, maleodorante e con la psiche completamente a pezzi sa che da solo non può più farcela e la bottiglia, di certo, non l’aiuta. Ci è vicino, lo sente, lo percepisce nello stomaco, ma la sua ossessione lo sta divorando lentamente dall’interno ed ha bisogno di qualcuno che gli dia una mano, e Dessie Larsson è la donna giusta.
L’ultimo messaggio di morte è, infatti, stato recapitato proprio a lei, giovane giornalista dell’Aftonposten di Stoccolma, segno che i killer stanno per colpire di nuovo.
Ma l’intraprendenza della tenace reporter, che passa, in un crescendo emotivo, dal sospetto al coinvolgimento personale, si rivelerà, fondamentale per Kenan, che riuscirà, alla fine, a stringere il cerchio dei sospetti e ad incastrare i due psicopatici.
Una collaborazione, quella tra Stati Uniti e Svezia che si rivela, dunque, estremamente fortunata, proprio come quella dei suoi due autori: James Patterson, famoso autore di thriller newyorkese, e Liza Marklund, autrice svedese, creatrice della serie tv Annika Bengtzon.
Risultato: un romanzo dallo stile pulito, caratterizzato da un ritmo veloce, scandito, per altro, dalla brevità dei capitoli, da una narrazione martellante ricca di dialogato e dalla credibilità dei suoi personaggi.
Un thriller mozzafiato dal finale imprevedibile che riconferma Patterson come uno dei maestri del genere.

SCHEDA DEL LIBRO

Titolo: Cartoline di morte
Autore: James Patterson e Liza Marklund
Editore: Longanesi
Data di Uscita: 2010
Pagine: 290
Prezzo: 18,60€

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