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Recensione - "Panico" di Lorenzo Calza

Dettagli
Letteratura Horror ha recensito per voi il nuovo romanzo di Lorenzo Calza “Panico” edito dalle casa editrice Edizioni della Sera
TRAMA - “Mercoledì, alle otto e ventisette del mattino, entrammo in galleria. Pioveva a dirotto. L’ultima cosa che vidi, all’esterno, furono i muri scrostati di un casolare a ridosso dei binari…”
Un gruppo di persone, il protagonista, un ingegnere, tre ragazzini, una donna e una famiglia di rom (con tre figli) assistono, una volta entrati in galleria, alla morte di un anziano. Prima di morire l’uomo sussurra qualcosa riguardo la galleria e il buio lasciando gli altri passeggeri sconcertati. Col passare del tempo si rendono conto che c’è qualcosa che non va dal momento che la galleria sembra non finire mai. Passano le ore. I passeggeri stringono amicizie e provano a unire le forze per riuscire a venirne a capo in qualche modo. Gli zingari si isolano all’interno di tende montate sulle poltroncine. Il vagone è l’ultimo del treno e la porta di transito con la penultima carrozza è bloccata. Le ore diventano giorni e il treno viaggia ancora all'interno della galleria. Alcuni di loro sfondano la porta di congiunzione dei vagoni con l’intento di esplorare il treno. Arrivati a sabato i viveri, già pochi, scarseggiano e la violenza e l’orrore scoppiano in un mare di sangue fino all’epilogo finale.
RECENSIONE – Panico di Lorenzo Calza entra subito nel vivo già dalle prime battute. Un gruppo di persone rinchiuse dentro un vagone di un treno che non esce mai da una galleria. Un anziano muore gridando cose sconnesse riguardo la galleria. L’idea di fondo è intrigante e misteriosa, le aspettative sono tante e l’autore riesce a mantenere alto l’interesse del lettore per gran parte del libro. La scrittura è fluida, ogni tanto si perde in ghirigori di pensieri che escono a fiotti dalla mente del protagonista. Questi intrecci tendono a rallentare il ritmo della narrazione. Notevole il bagno di sangue che coinvolge tutti i passeggeri nella parte finale del libro. Molte le sequenze oniriche. Assistiamo, insieme al protagonista della storia anche a una conversazione alquanto grottesca fra Homer dei Simpson  e Pasolini.  Delude, ma questo è un mio parere, il finale. Nonostante ciò Lorenzo Calza è bravo a lasciare aperti diversi interrogativi che fanno riflettere. È come se l’autore avesse voluto dare a noi l’ultima parola. Da leggere.

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