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Racconto: "Mai dopo le tre" di Mirko Giacchetti

Dettagli

LetteraturaHorror.it propone un racconto scritto da Mirko Giacchetti. Il racconto si intitola “Mai dopo le tre” e sarà possibile leggerlo qui sotto e, poi, scaricarlo gratuitamente in formato ePub o pdf. Inoltre, previa registrazione e login al sito (o (e sei già registrato solo login), sarà possibile votarlo e commentarlo.

MAI DOPO LE TRE

Sono le tre del mattino, l'ora in cui è più facile morire. Arturo dorme sonni inquieti e solitari nel buio profondo. Non sente il sussurro ci deve essere una via d'uscita. Almeno sino a quando un ticchettio non inizia a scandire un ritmo irregolare.
Il duo voce e percussione penetra nel cervello ed esplode nella soglia d'attenzione.
Apre gli occhi. “C'è qualcuno?” chiede, completando il ragionamento circolare dal rumore molesto al concetto di intruso. Solca le tenebre, segue la scia sonora e approda in bagno.

La luminescenza incandescente della lampadina azzera il sussurro e il ticchettio.
Il freddo del pavimento lo invita a muoversi in direzione dello specchio. Davanti a lui appare il coordinato maglietta bianca e mutanda. Desiste, fa per abbandonare, ma i neuroni lo inchiodano. Decifra il brivido alla base del cranio con delle immagini e parte il flashback.
Il riflesso era fuori sincrono, in ritardo di un istante.
Ricontrolla. Il doppio bidimensionale fa quello che deve fare, clona espressioni e replica gesti senza improvvisare inquietanti variazioni.
Con l'indice e il pollice strizza gli occhi e resetta la suggestione. Solleva le palpebre dai polpastrelli e vede un estraneo seppellito sotto la superficie trasparente. Il volto è un trionfo di spigoli, la pelle gialla tesa esalta l'assenza della carne nello scheletro ricurvo. Un arto secco perfora la pellicola tra i due mondi e lo strangola. Resiste, retrocede ma l'essere lo attira e allunga l'altra mano per cercare una presa sicura. All'improvviso non si sente più soffocare e, prima di svenire, nota le cicatrici sulle piastrelle.
Non sa quanto tempo sia rimasto a fare la decalcomania a terra. Riacquista la posizione eretta. Tutto sembrerebbe normale, se non fosse per quei quattro solchi malefici. Potrebbe non essere più solo, vorrebbe controllare, ma l'immagine speculare si volta e lui la imita con un attimo di ritardo.
L'uomo oltre la superficie liscia torna a fissarlo. Arturo sa come si comporterà, ricalca sé stesso e si rilassa nel recitare la parte. Mentre solleva le dita verso occhi, il battito del cuore corre oltre il limite di velocità.
La sua pelle è gialla, lui è la creatura.
Per la rabbia stende il braccio, afferra l'impostore che lo ha sostituito e si ancora con l'arto libero oltre la cornice.
L'angoscia manda in cortocircuito il sistema nervoso. Nel cedere ai morsi dell'incoscienza, sente le schegge di porcellana sprofondare sotto le unghie.
È nel letto, marcio di sudore e un'interferenza attraversa la sua mente. Scende dal materasso, segue il suono e arriva in bagno.
È solo con il riflesso che lo accoglie con un sorriso.

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