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Racconto: La Domenica Horror - La colazione di Marco Gelli

Dettagli
La colazione di Marco Gelli
LetteraturaHorror.it propone per la nuova rubrica "La Domenica Horror" un racconto scritto da Marco Gelli. Il racconto horror si intitola “La colazione” e sarà possibile leggerne un estratto qui sotto e, poi, scaricarlo gratuitamente in formato pdf. Inoltre, previa registrazione e login al sito (o sei già registrato solo login), sarà possibile votarlo e commentarlo.

Se vuoi pubblicare anche tu un racconto nella nostra speciale rubrica La Domenica Horror scrivici a     Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.  proponendoci il tuo racconto corredato da un'immagine, oggetto della mail dovrà essere "La Domenica Horror". Ogni domenica verrà pubblicato un racconto horror!


LA COLAZIONE

Accoglie lo schianto nella sua mente ad occhi chiusi.
Aaron si dimena sopra di lei come un maiale sgozzato. Affonda colpi bruschi e frenetici strusciando quella pancia flaccida e sudata contro la sua schiena. Sì ricurva su di lei leccandola tra collo e mento. Il suo alito di catarro e birra la costringe a voltarsi dall’altro lato ma lui segue i suoi movimenti senza darle tregua ed è subito pronto a grufolarle sulla guancia sinistra.
Sono sposati da dieci anni, Grace non ricorda com’era la vita prima che si conoscessero.
Spera solo che questa volta sia breve… spera anche di riuscire a farsela piacere. In un modo o nell’altro.
Aspetta che Aaron finisca, poi si alza e va in bagno a sciacquarsi le parti intime. Ogni volta le prende un orribile senso di nausea e vuoto che solo dopo aver pianto riesce con fatica a placare.
Apre la finestra e guarda il condominio di fronte a lei. Vede solo le crepe lerce nei muri, le serrande abbassate, lo stretto vicolo tre piani di sotto e quel cielo lugubre e senza stelle che sembra accomunare tutti i quartieri periferici delle grandi città.
Torna in camera e si mette sotto le coperte. Aaron dorme a bocca aperta e a pancia insù. Gorgoglia nel sonno. Grace gli da le spalle, si ritira in se stessa portandosi le ginocchia al petto ed infine
se ne va al largo.

Due anni dopo essersi sposati hanno avuto un figlio.
Questa mattina Grace, prima di svegliarlo con un bacio, l’ha osservato dormire per qualche minuto.
Accende la luce e gli arruffa i capelli mentre lui mugugna e si ritrae sotto le coperte. Lei gli sussurra qualcosa, poi inizia a fare un po’ di pressione per farlo emergere al gelo della stanza. Con difficoltà ottiene una testolina e due occhi che boccheggiano al bagliore rauco del lampadario. Il bambino lascia scorrere istanti di studio diffidente verso tutta quell’insensibile concretezza che gli si è schiusa di fronte prima di alzarsi a sedere. Rabbrividisce, si stiracchia e sbadiglia.
«Fai presto… Ti preparo la colazione» gli dice Grace. [SCARICA IL PDF E CONTINUA A LEGGERE IL RACCONTO]

 

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