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Racconto: "La porta ermetica" di Davide Tarquini

Dettagli

Letteratura Horror propone un racconto scritto da Davide Tarquini. Il racconto si chiama “La porta ermetica” e sarà possibile leggerne un'anteprima qui sotto e, poi, scaricarlo gratuitamente nei formati pdf ed ePub. Inoltre, previa registrazione e login al sito (se sei già registrato solo login), sarà possibile votarlo e commentarlo. Davide Tarquini è un apprezzato collaboratore della redazione di Letteratura Horror per la quale ha scritto varie e interessanti recensioni ed è già stato pubblicato un suo racconto "Il sonno della ragione".

 

LA PORTA ERMETICA

A Marco l’attendevano venti metri di galleria buia e fredda, dal cui fondo riusciva appena ad intravedere una svolta a destra. Percorse quel budello oscuro lentamente, facendo roteare gradualmente avanti a sé la luce della torcia per cercare di mettere in evidenza qualsiasi dettaglio importante. Si era ormai pentito da tempo della sua sciocca imprudenza, e erano stati vani tutti i tentativi della sua coscienza nel cercare di giustificare l’imprevedibilità dei fatti.
Per Marco era sembrata giunta finalmente la tanto attesa svolta della sua vita, vessato da debiti per via di diversi investimenti scriteriati e poco leciti. Da sempre la Porta Alchemica era stata una fissazione del padre, eminente archeologo e glottologo dell’università La Sapienza. Quell’illustre studioso che però Marco non aveva mai amato. Così distante, sempre immerso tra i suoi immensi tomi, interessato solo a civiltà morte piuttosto che alla vitalità del figlio. Di colpo però aveva trovato negli studi del papà un’inaspettata utilità: tra i documenti rinvenuti casualmente in seguito la morte del genitore si era imbattuto in alcune ricerche riguardanti la trasmutazione dei metalli impuri in oro, pallino dei più famosi alchimisti del passato. Gli scritti però erano criptici ed enigmatici, pieni di continue allegorie e frasi senza capo ne coda, che ne rendevano difficile la comprensione.
Superata la curva, l’improvvisato esploratore proseguì lungo il tunnel per qualche decina di metri fino ad arrivare in un’ampia stanza rettangolare. Ispezionandola con la torcia, individuò nel lato opposto due vie d’uscita mentre, su entrambi le pareti laterali, vi erano una serie di tre file di tre nicchie scavate nella roccia. Marco notò anche che in ogni angolo della sala vi era una fiaccola incastrata in un anello di ferro inchiodato al muro. Raccolse da terra un legnetto e ne bruciò la punta con il suo zippo, si portò nei pressi di ognuna delle quattro fiaccole e diede fuoco ai panni imbevuti di resine che ne avvolgevano la sommità. Spense la torcia elettrica, ritenendo saggio consumare il meno possibile la pila, ed iniziò a perlustrare i loculi nella stanza, con la speranza di trovarvi qualche oggetto prezioso che lenisse almeno un poco l’angoscia di trovarsi prigioniero in quel luogo tetro. [continua a leggere scaricando il racconto in formato ePub o pdf]

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