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Racconto: "Tria Fata" di Davide Tarquini

Dettagli
Letteratura Horror propone un racconto scritto da Davide Tarquini. Il racconto si chiama “Tria Fata” e sarà possibile leggerne un'anteprima qui sotto e, poi, scaricarlo gratuitamente nei formati pdf ed ePub. Inoltre, previa registrazione e login al sito (se sei già registrato solo login), sarà possibile votarlo e commentarlo. Davide Tarquini è un apprezzato collaboratore della redazione di Letteratura Horror per la quale ha scritto varie e interessanti recensioni e sono già stati pubblicati due suoi racconto "Il sonno della ragione" e "La porta ermetica".
TRIA FATA

“E dove li trovo i soldi?”. Carlo stava sudando freddo. Patrik, l’albanese fece spallucce. “Che ne so, bello. Il problema è tuo. Se non sai gestire queste cose, meglio che lasciavi perdere”.
L’ormai ex-coinquilino di Carlo aveva fatto i bagagli ed era sparito senza dare notizie. Quel che era peggio, però, era il fatto che se la fosse squagliata con due chili di marijuana ancora da pagare.
Carlo non aveva mai preso una quantità così ingente, si limitava di solito ad uno o due etti massimo che divideva con gli amici.
Il problema era sorto dopo che gli era scaduto il contratto di lavoro a tempo determinato, poiché la ditta di montaggio di arredi per cui sfacchinava non glielo aveva rinnovato, a detta loro per via della crisi, e perciò aveva perso l’impiego.
Voleva vendere quell’erba per guadagnarci sopra un po’ di soldi ed avere così un minimo di liquidità. Il guaio era però che l’aveva acquistata senza pagarla subito anche se, dopo aver preso già diversi contatti con un alcune persone per smerciarla il prima possibile, si era accordato con quegli albanesi per ripagare il debito entro un mese.
La marijuana era stata accuratamente nascosta nella sua stanza, ma quello stronzo di un salentino aveva forzato la porta e, dopo averla trovata mettendo a soqquadro la camera, si era dileguato con tutto il malloppo approfittando di un’assenza di Carlo.
Ora doveva diecimila euro agli albanesi e Patrik, il suo contatto abituale, lo stava guardando serio. “Senti bello, sei sempre stato puntuale nei pagamenti e con te non abbiamo mai avuto problemi. Perciò oltre al mese di tempo che abbiamo stabilito, posso aggiungertene un altro, ma quei soldi ce li devi dare, non siamo mica un istituto di carità, cazzo!”.
“Sì, ma io mica cago euri!” protestò Carlo piagnucolando. “Problemi tuoi” ribadì duro l’albanese. “Non stai trattando con degli stronzi, noi non ci facciamo prendere per il culo da te. Se fra due mesi non abbiamo i soldi, ci prendiamo le tue palle”. [continua a leggere scaricando il racconto in formato ePub o pdf]

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