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Rubrica - "Libreria d'annata": “Horror Story 1” a cura di J. N. Williamson

Dettagli

“Horror Story 1” a cura di J. N. Williamson (Garden Editoriale, 1988) è il nuovo libro analizzato dallo scrittore Nicola Lombardi per la rubrica “Libreria d'annata
Siamo attorno alla metà del 1988, e fra le centinaia di riviste e libercoli esposti nelle edicole spunta una copertina che non manca di attirare l'attenzione dell'avido cacciatore di horror: i tre volti poco rassicuranti di mister Hyde, di Dracula e del mostro di Frankenstein, fusi l'uno nell'altro, promettono contenuti che non possono essere ignorati; e nonostante l'aspetto non proprio curatissimo dell'edizione possa instillare il sospetto di un prodotto dozzinale, si tratta in realtà di una vera bomba.


Comincia con questa sorprendente prima uscita il cammino di una collana diretta da Antonio Bellomi, Horror Story - I classici del brivido, che arriverà a inanellare ben 19 numeri, quasi sempre di alta qualità narrativa, e che esordisce alla grande con una carrellata di autori contemporanei anglo-americani fra i più noti e talentuosi presenti sul mercato.
Questo Horror Story 1, infatti, altro non è se non la traduzione della succulenta antologia Masques II, curata da J.N.Williamson (seconda di una serie di cinque, di cui solo questa uscita in Italia).
A far esplodere il primo dei ventisei botti che compongono questo pirotecnico spettacolo degli orrori è nientemeno che Stephen King, col suo ormai classico gioiellino vampirico Popsy, seguito da autori di fronte ai quali è doveroso mettersi sull'attenti. Qui troviamo nomi del calibro di Richard Matheson (Il caro estinto, Letto di morte e Talenti nascosti), Ramsey Campbell (Seconda visione), Joe Lansdale (Cane, gatto e neonato), Robert Bloch (La nuova stagione), James Herbert (Maurice e Micia), William Nolan (Il cimitero delle auto), Ray Russell (Gotico americano), Douglas Winter (Spezzoni sanguinolenti)... e pensiamo possa bastare per rendere l'idea della qualità concentrata in questo insospettabile volumetto.
La collana Horror Story ha avuto il pregio di proporre o riproporre molti autori classici accanto ad altri meno noti in Italia, così come - a cura dell'esperto Sergio Bissoli - ha fatto circolare nuovamente interessanti romanzi italiani pubblicati sotto pseudonimi (Il diabolico gioco di Morton Sidney/Franco Prattico e La dama in nero di Max Dave/Pino Belli). Ma c'è una piccola curiosità che vale la pena sottolineare. Il sedicesimo numero (l'ultimo prima che la direzione passi, pur per breve tempo, da Bellomi a Eleonora Corno) è praticamente la parziale riproposta del primo, riprendendone pari pari anche la copertina, a sei anni di distanza; dei 26 racconti originali, infatti, ne ritroviamo solo 14, più altri quattro che rimpolpano il volume. Da collezionisti.



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