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Rubrica - "Libreria d'annata": “Il meglio di Weird Tales” a cura di Mike Ashley

Dettagli

“Il meglio di Weird Tales” a cura di Mike Ashley (Editrice Il Picchio, 1976) è il nuovo libro weird analizzato dallo scrittore Nicola Lombardi per la rubrica “Libreria d'annata
Alcuni anni prima che la Fanucci mettesse in circolazione i suoi bei quattro volumoni dedicati a Weird Tales (quelli curati da Haining, Fusco e Pilo), oltre all’intera collana di 23 numeri dedicata al meglio della mitica rivista, l’Editrice Il Picchio di Milano ha pubblicato, precisamente nel 1978, un libretto intitolato (forse un po’ presuntuosamente) Il meglio di Weird Tales. Ebbene, quel libretto senza troppe pretese – supplemento della collana di fantascienza Spazio 2000 – contiene nove deliziosi racconti che lo rendono un pezzo da collezione.


Mike Ashley (curatore, tre anni prima, dell’antologia originale) apre con un classico di Robert E. Howard, Teschi sulle stelle, il secondo dei racconti howardiani che vedono come protagonista il puritano inglese del XVI secolo Solomon Kane.
A seguire, troviamo il celebrato I tre penny contrassegnati, di Mary Elizabeth Conselman, autrice che comparve su Weird Tales per ben trenta volte. Talmente scalpore fece all’epoca questo racconto (uscito sul numero di agosto 1934), che i lettori si convinsero che le fatali monete citate nella storia stessero realmente circolando sul mercato americano, e controllavano quali delle tre potesse finire nelle loro mani!
L’ombra di Icaro aleggia sul racconto Colui che ha le ali, di Edmond Hamilton, autore notissimo soprattutto nel campo della fantascienza. A Weird Tales vendette la bellezza di 79 storie, firmate anche come Hugh Davidson. Troviamo poi Francis Flagg (pseudonimo di Henry George Weiss) con un racconto di chiara ispirazione lovecraftiana, La distorsione dallo spazio.
Non poteva certo mancare il pluri-ripubblicato Clark Ashton Smith, ma dal momento che Ashley cercava qualcosa che non fosse ancora uscito in volume, la sua scelta cadde su un frammento incompleto imperniato sulle avventure del mago Eibon; a ultimarlo (nel 1973, per la poco fortunata versione di Weird Tales riesumata negli anni Settanta) fu l’esperto Lin Carter, e l’evocativo titolo della storia è La massima abominazione.
Tocca poi a un bizzarro, affascinante racconto scritto a quattro mani, L’eterna ridiffusione, di Eric Frank Russell e Leslie Gordon, prima che il grande Ray Bradbury ci faccia conoscere L’invulnerabile, del 1943, ispirato all’entrata in guerra degli Stati Uniti. Arriviamo quindi a una collaborazione d’eccezione: Robert Bloch e Henry Kuttner, che uniscono le loro penne per creare una storia decisamente mostruosa, Il bacio nero.
Il volumetto si chiude su un’altra coppia illustre, coppia che davvero non poteva mancare. Parliamo ovviamente di H.P.Lovecraft e del suo amico August Derleth, il quale si prese l’incarico di completare l’unico frammento postumo del ‘solitario di Providence’ pubblicato su Weird Tales, nel 1954, dal titolo Il superstite.
Oltre a una breve prefazione del curatore, il libro include un interessante intervento di Robert Bloch, Due parole su Weird Tales, da cui riportiamo il seguente estratto: “Scrivere le 70 novelle per Weird Tales è stato molto gratificante. Sono orgoglioso di aver potuto far parte della ristretta cerchia di persone che non sbagliano l’ortografia di Weird Tales. E questo è in sé abbastanza strano.


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