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Rubrica - Manga Weird: "Fraction" di Shintaro Kago

Dettagli
"Fraction" di Shintaro Kago è il manga a cui è dedicato la terza puntata della rubrica "Managa Weird" a cura di Davide Tarquini
“Non userò quindi le parole squaw (pronuncia: squech), o tomawacchete (pron: toomoohowhtch), o tepee (pron: roberto), per indicare la papera, l’impropero di guerra o la tenda, ma anitra, accidenti, tenda, di modo che anche i misteri di questo west (che è un punto siddetto cardinale: i punti cardinali americani sono quattro invece che sei: west – owest – south – souprh), entreranno nelle vostre zucche vuote. Certo qualcuna di voi si sorpreserà, di certe verità diciamo ribaltate, rispetto alla irrealtà di certi film. Ma a fare il west (il far west) sono stati veri uomini, veri bisonti, veri cactus. E non Gregory Peck.”
Da Piccola guida ragionata al (o del?) West, di Andrea Pazienza.
L’ero-guro è un movimento artistico nato in Giappone negli anni venti e che ha coinvolto diverse forme di espressione come la letteratura, il cinema, la musica e il fumetto. È una corrente che usa molto l’erotismo, il grottesco e il nonsense per sconcertare, spesso con intenti satirici, lo spettatore o, nel nostro caso, il lettore. Nell’universo manga gli autori più importanti sono Suehiro Maruo, Toshio Maeda, Henmaru Machino e, per l’appunto, Shintaro Kago, l’autore di Fraction.
Non è il primo tentativo di incursione in Italia per Kago, già la d/visual, infatti, aveva provveduto nel 2006 alla pubblicazione del primo volume de L’enciclopedia delle Kagate. I tempi non erano ancora maturi, difatti sostò invenduto sugli scaffali e il secondo volume non vide nemmeno luce.
Otto anni dopo, nel 2014, la Hikari (di cui abbiamo già trattato l’ottimo Le cronache degli insetti umani), grazie alla sua solita ricercatezza nella linea editoriale, annuncia la pubblicazione di tre opere di Kago. La prima, Uno scontro accidentale sulla strada per andare a scuola può portare a un bacio?, riceve finalmente la giusta attenzione da parte di un pubblico ormai più curioso e onnivoro.
Con la seconda pubblicazione, Fraction, Kago si cimenta per la prima volta con il genere mystery.

LA STORIA -
 Alternate in otto capitoli seguiamo due storie parallele, quella dell’affettatore e quella del mangaka. Kotaro Higashino, “l’affettatore”, è a prima vista un ragazzo timido e riservato che lavora alla caffetteria Chat Noir. Traumatizzato dalla morte del fratello, suicida a causa di un amore infranto, decide di vendicarlo iniziando a uccidere diverse ragazze alla ricerca della presunta colpevole. Lo stesso modus operandi è un tributo al caro fratello scomparso. Kotaro infatti taglia letteralmente a metà le sue vittime, un supplizio necessario per ripagare la morte del fratello, tranciato a sua volta a metà da un treno.
Il secondo protagonista, “il mangaka”, è lo stesso Shintaro Kago. L’autore, stufo di essere apprezzato solamente come autore ero-guro, decide di dedicarsi a un nuovo progetto. Shintaro, durante l’incontro con la sua editrice, renderà nota l’intenzione di dedicarsi al mystery; la donna, restia inizialmente all’idea, si farà convincere piano piano dal mangaka ad abbracciare il suo progetto, il quale le illustrerà tecniche e modalità del genere.
Tra misteri e colpi di scena le due storie si intrecceranno, fino a giungere a un finale folle e irriverente.
Shintaro Kago, con Fraction, abbandona effettivamente l’ero-guro in senso stretto per cimentarsi in questa incursione nel giallo e lo fa alla sua maniera, stravolgendo il punto di vista dell’indagine “chi ha ucciso” e “come ha ucciso”. Nella parte più prettamente mystery, non solo rivela quasi subito l’identità dell’assassino, ma addirittura lo trasforma a sua volta in un detective improvvisato, alla ricerca di un presunto imitatore che gli sta rubando la scena. Tramite il suo alter-ego, invece, compie su carta stampata un lungo excursus sui “trucchi narrativi” propri del genere, necessari per creare l’inganno atto a sorprendere il lettore.
Chi conosce l’autore, anche solo tramite Uno scontro accidentale…, sa che la forma prediletta è il racconto breve, sedici/ventiquattro pagine, massimo trentadue, senza disdegnare la tavola singola, d’altronde l’ero-guro è un genere che si presta nel breve. Anche nelle opere monotematiche come “Choudennou Paraxis”, “Paranoia Street”, “Dance! Kremlin Palace”, le singole storie sono rapidi frammenti che vivono di vita propria anche al di fuori del loro contesto. Le vicende di Fraction, invece, occupano ben 130 pagine. Siamo ben lontani dalle infinite saghe seriali a cui alcuni mangaka ci hanno abituato, ma rimane comunque una lunghezza rara per Kago, se non unica.
Shintaro affronta la problematica della lunghezza divertendosi, prendendosi gioco del lettore alla maniera di Andy Kaufman, il noto comico americano. Costruisce castelli di carta e poi ci soffia sopra, sbriciolando le certezze del lettore, deridendo i preconcetti, le deduzioni statiche, i punti di vista fissi che lasciano sfuggire la realtà che ci circonda. La vita è un inganno e lo si può capire solo cambiando prospettiva.
Di contro, il difetto di Fraction è riscontrabile proprio in questo tentativo continuo di sorprendere il lettore, che alla lunga toglie sostanza nella trama. Kago non si sofferma troppo su questo aspetto e sono diverse le lacune e le incongruenze nella storia che saltano subito agli occhi dei lettori più smaliziati. Che sia dovuto dalla mancanza di abitudine o di voglia, fatto sta che lo stesso finale sembra non badare troppo alla coerenza. Certo, una prima lettura non ne risente troppo, grazie anche alla suspense che l’autore riesce a creare attorno il mistero degli assassinii, ma rileggendolo certe carenze lasciano un po’ perplessi.
A seguire, nel volume, è presente un’interessante colloquio tra Kago e Ryuichi Kasumi, esponente molto apprezzato in Giappone del bakamisu, sorta di mystery in cui predomina l’elemento assurdo, con cui si approfondiscono alcuni punti sull’utilizzo di trucchi narrativi nelle varie forme di espressione artistica.
Concludono il volume quattro racconti in puro stile ero-guro apparsi in precedenza su diverse riviste (Cotton Comic, Flamingo, Manga Erotics):“L’uomo che fece ritorno”, “Crollo”, “Tremiti” e “Irritazione”.

IL DISEGNO - Nel corso degli anni lo stile di Shintaro Kago si è evoluto molto. I primi lavori presentavano un tratto scarno, infantile, linee scarne per parodiare uomini e donne. Crollo è un perfetto esempio di questo stile, lontano parente di quello utilizzato nella storia principale, il cui tratto è più maturo e preciso (lo stesso di Uno scontro accidentale…; da tenere a mente che in Giappone Fraction è uscito nel 2009, Uno scontro accidentale… nel 2012).
Il realismo del disegno, non solo nella riproduzione degli ambienti e degli oggetti ma soprattutto nell’espressività dei volti e nel dinamismo dei corpi, non fa che aumentare il carattere straniante della poetica di Kago. È un tratto funzionale oltre che bello; l’uso cinematografico delle inquadrature e delle sfumature delle ombre serve a disorientare e sorprendere, mentre la violenza vivida, il martirio dei corpi e la loro esposizione sublimano, scuotendo la psiche del lettore.
Il mangaka, irriducibile rivoluzionario contro la dittatura geometrica della vignetta, rompe anche qui gli schemi per giocare liberamente con lo spazio della pagina, in modo da celare un mondo inquietante che, una volta svelato, farà crollare le certezze accumulate fino a quel momento.

L’AUTORE - Shintaro Kago nasce a Tokyo nel 1969. Debutta nel 1988 sulla rivista Comic Box, dove scrive brevi storie nell’inconfondibile stile che lo accompagnerà per tutta la carriera, definito da molti come una "paranoia alla moda", nonostante lui descriva i suoi lavori semplicemente come “merda”. Pubblicati in numerose riviste, i suoi manga hanno una forte sfumatura satirica e affrontano temi grotteschi come il sesso, la scatologia e la modificazione del corpo. “Aiko Juurokusai” (2000), “Labyrinth” (2000), “Paranoia Street” (2000), “L'Enciclopedia delle Kagate” (2001, in Italia è edito solo il primo dei due volumi), “Rokushiki Tensou Ataraxia” (2001), “Dance! Kremlin Palace” (2003), “Notebook of Murder and Killing - The 13 Cruel Sufferings of the Great Edo” (2004), “Ana, Moji, Ketsueki Nado ga Arawareru Manga” (2008), “Fraction” (2009), “Anamorphosis no Meijuu” (2010), “Uno scontro accidentale sulla strada per andare a scuola può portare a un bacio?” (2012), sono solo alcune delle sue opere pubblicati in quasi trent’anni di carriera. Tra i suoi lavori, alcune Sci-Fi non prettamente guro, anche se inconfondibilmente appartenenti allo stile dell’autore, come “Super-Conductive Brains Parataxis” (2001) e “Industrial Revolution and World War” (2015, edito presso la Hollow Press).
Il 4 aprile del 2006 è stata aperta una mostra dei suoi lavori chiamata “Unsanitary Condition Exhibition” (Esibizione delle condizioni antigeniche) e, analogamente, nello stesso mese ha organizzato la prima edizione della sua personale movie convention chiamata “Shit Film Festival”. Dal 3 settembre al 15 settembre 2007 la Vanilla Gallery di Tokyo ha tenuto un'altra mostra delle sue opere, chiamata “Unsanitary Festival in the Cool of the Night”. Ha anche disegnato l’artwork delle copertine di diversi album musicali; ultimamente alcuni suoi lavori sono stati usati dalla band Flying Lotus per l’album “You're Dead!” uscito l’Ottobre 2014.

L’EDIZIONE -
Nonostante la Hikari (costola “giapponese” della 001 Edizioni) sia relativamente giovane e abbia mezzi minori rispetto ad altre case editrici, è diventata in breve tempo una garanzia di qualità per gli appassionati di manga. Qualità nella scelta degli autori e dei fumetti da pubblicare (a proposito, è già stata annunciata la terza opera di Kago, “Kokokoro Soushi”, conosciuto in occidente come “Notebook of Murder and Killing – The 13 Cruel Sufferings of the Great Edo”), ma soprattutto qualità nelle edizioni.
Non è da meno “Fraction”, volume di 206 pagine in bianco e nero per un formato 17x24 cm, brossurato, con copertina morbida dotata di alette segnalibro, carta di buona qualità e un’importante presenza di didascalie, utili per una lettura più intuitiva. Il prezzo è quello standard della Hikari per questo genere di pubblicazioni, ovvero 18 euro, cifra più che coerente visto il valore della edizione.

CONCLUSIONE - Fraction
è un’opera che per le peculiarità si distingue nel catalogo di Shintaro Kago. Non è il suo lavoro più riuscito, è un labirinto di specchi le cui fondamenta reggono in equilibrio sopra la capocchia di uno spillo, ma è un’opera interessante per la sua originalità. Il suo carattere meta-fumettistico, la tecnica di disegno e, soprattutto, la follia di Kago compensano i difetti di trama.
Un volume da acquistare assieme, nel caso non lo aveste già fatto, all’altra opera pubblicata dalla Hikari, lo stupendo “Uno scontro accidentale sulla strada per andare a scuola può portare a un bacio?”.


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