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Rubrica - "Libreria d'Annata" - “La voce del vento” a cura di Mike Ashley

Dettagli

“La voce del vento” a cura di Mike Ashley (Armenia 1988) è l'antologia horror analizzata dallo scrittore Nicola Lombardi per la rubrica “Libreria d'annata
Secondo (e anche ultimo) volume appartenente alla brevissima collana Le grandi antologie dell’horror, La voce del vento è un vero gioiello curato dal veterano Mike Ashley, pubblicato in Italia da Armenia nel 1988. Il sottotitolo ne chiarisce immediatamente il contenuto: “8 romanzi brevi dei maestri dell’horror”. Come spiega il curatore nella sua introduzione, il romanzo breve - conosciuto anche come novelette - è una forma d’arte letteraria a sé stante, che però può creare problemi dal punto di vista editoriale: in linea di massima, risulta infatti troppo lungo per essere inserito all’interno di un’antologia, ma è troppo breve per guadagnarsi una pubblicazione autonoma. Una soluzione è quella di accorparne alcuni e creare un’edizione ad hoc, come in questo caso, senza cavillare sulla distinzione (che pure esiste, per quanto sottile e fluida) fra ‘romanzo breve’ e ‘racconto lungo’.


Ma veniamo al contenuto. Si parte col racconto che dà il titolo alla raccolta, scritto da Lucius Shepard, specializzato in fantascienza ma autore anche di pregevoli testi decisamente virati in dark. Quali orrori cavalcano il soffio del vento? Quali minacce incombono su chi ascolta la sua voce? Una lettura davvero entusiasmante!
A seguire interviene nientemeno che sir Arthur Conan Doyle, che oltre a essersi conquistato fama imperitura con la geniale invenzione di Sherlock Holmes, ha scritto pure un buon numero di storie nere e orrorifiche. In questa sede, nello specifico, ci racconta quanto male possa compiere Il parassita (pubblicato a puntate su Harper’s Weeky nel 1884).
Altro autore classicissimo è il grande Algernon Blackwood, uno dei padri fondatori della narrativa soprannaturale moderna. Ne I dannati ritroviamo - esasperati, demonizzati - i ricordi dell’autore, che attinge alla propria educazione avvenuta in un rigido ambiente evangelico.
Con Fengriffen, di David Case, ci troviamo ad affrontare una plumbea maledizione familiare imperniata sulla licantropia, tema molto caro all’autore (il quale ha dichiarato di aver visto realmente un lupo mannaro, in Grecia). Da questo romanzo breve Roy Ward Baker ha tratto nel 1973 il film La maledizione (And Now the Screaming Starts), con Peter Cushing e Herbert Lom.
Arriviamo poi a L’estremo obolo, opera di Arthur Christopher Benson (uno dei tre fratelli Benson, figli di un arcivescovo di Canterbury, tutti quanti scrittori ben noti agli appassionati del macabro e del fantastico), prima che Oliver Onions ci narri La corda fra le travi, storia ispirata a un episodio soprannaturale vissuto da suo figlio.
Di T.E.D. Klein (direttore, tra l’altro, della rivista Twilight Zone, dal 1981 al 1985), il curatore ha scelto l’incantevole Il Dio di Nadelman, vincitore nel 1986 del World Fantasy Award nella categoria ‘Best Novella’, e varie volte riproposto in edizioni italiane.
La chiusura di questa corposa carrellata di orrori è affidata a John Metcalfe, autore prolifico anche se non particolarmente quotato; il suo romanzo breve I morti convitati venne all’epoca rifiutato da diversi editori inglesi perché ritenuto troppo raccapricciante, ma nel 1954 venne riscoperto e pubblicato dall’americano August Derleth per la sua benemerita Arkham House.
Dall’introduzione di Mike Ashley: “Nel compilare quest’antologia ho perseguito un triplice scopo. Innanzitutto, mi proponevo di presentare agli amanti della letteratura dell’orrore una selezione dei migliori testi di narrativa horror che hanno avuto l’onore della stampa; in secondo luogo desideravo far rivivere, se non tutti, alcuni autori particolarmente negletti; e, infine, mi auguravo di far conoscere al pubblico dei lettori alcuni romanzi brevi che, a mio giudizio, sono stati a torto relegati nel dimenticatoio. Per fortuna, o forse in virtù di qualche disegno diabolico, sono riuscito nel mio intento.” Piccola presunzione? No, incontestabile verità!


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