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Rubrica - "Libreria d'Annata" - “L'orrido pasto” a cura di Ramsey Campbell

Dettagli
“L'orrido pasto” a cura di Ramsey Campbell (Mondadori, 1996) è l'antologia horror analizzata dallo scrittore Nicola Lombardi per la rubrica “Libreria d'annata
Oltre che apprezzato autore di romanzi e racconti sinistri e conturbanti - e quasi unanimemente considerato dagli appassionati del genere un maestro contemporaneo - Ramsey Campbell è anche un raffinato curatore di antologie, e quella che qui presentiamo ne è uno squisito esempio. L’orrido pasto, uscito negli Oscar Mondadori nel 1996, è la traduzione della suggestiva raccolta Uncanny Banquet pubblicata in Inghilterra quattro anni prima.
Giusto per comprendere l’umore di questo libro e i criteri che hanno guidato le scelte del curatore, dalla prefazione di Campbell leggiamo: “Ricordo che un tempo le antologie dell’orrore e del soprannaturale erano costituite quasi esclusivamente da opere dei maestri, il che significava esagerare nel riconoscere il proprio debito di gratitudine. Per ironia della sorte, se ieri le storie-chiave continuavano a essere ristampate, oggi vengono sistematicamente escluse dalle antologie, con il risultato che è difficile trovarle. […] L’orrido pasto, tuttavia, non è un libro di questo genere. Mi auguro che raccolga una serie di racconti non meno belli dei classici accreditati, ma meno conosciuti.

E la parola passa subito al veterano americano Russell Kirk, che con Oltre i ceppi regala al lettore una storia da pelle d’oca. Troviamo poi subito una voce femminile. Dorothy Kate Haynes (coetanea di Kirk, classe di ferro 1918) ha pubblicato due raccolte di racconti macabri e ironici, e per questa antologia Campbell sceglie il breve, lancinante Una distesa di lapidi.
Ancora una donna: Alison Prince, inglese, stimata autrice di racconti per bambini e ragazzi, oltre che di storie soprannaturali; da uno dei suoi libri per adolescenti arriva appunto Pazza, e crediamo proprio che nessuno possa invidiare la giovane, povera Cathy.
È quindi il turno di Henry Normanby, autore di una sola raccolta di racconti, Destinies, risalente al 1908; lo stesso Campbell confessa di non aver reperito particolari notizie circa la vita di questo autore, fermo restando il fatto che a suo giudizio Il frequentatore delle prime era assolutamente degno di essere invitato al banchetto.
Su Fritz Leiber non occorre spendere parole: la popolarità e la qualità delle sue opere sono fuori discussione. La collina e il baratro, tratto dalla sua prima collezione Neri araldi della notte (proposta in Italia quasi integralmente dall’editore La Tribuna nel 1979) è un gioiello assoluto.
Non poteva poi mancare un autore come Robert Aickman – nel quale Campbell ha sempre riconosciuto un maestro e una fonte di ispirazione – che col racconto Incantesimo ci trasporta nella dimensione spettrale e trasognata in cui si muove d’abitudine la sua immaginazione.
Donald Wandrei (fondatore con August Derleth della celeberrima Arkham House) ci fa poi conoscere La signora in grigio; mentre un altro scrittore molto attivo e conosciuto nel campo del soprannaturale, Walter de la Mare, dimostra quale macabro intreccio possa creare una fervida fantasia partendo da Un granellino di polvere.
Campbell, a questo punto, non sa resistere alla tentazione di sedersi a tavola assieme ai propri ospiti, e il suo bellissimo Versetti diabolici rappresenta un contributo davvero notevole.
E se con questi nove racconti siamo arrivati praticamente a metà del volume, la seconda metà se l’accaparra interamente Adrian Ross (pseudonimo del professor Arthur Reed Ropes, docente all’università di Cambridge) con il romanzo breve Il Gorgo. Originariamente pubblicata nel 1914 e poi svanita dalle scene editoriali, questa corposa storia - dedicata a M.R.James, ambientata nel XVII Secolo - si dipana con vigore fra battaglie, amori e tradimenti, mantenendo costantemente sullo sfondo una minaccia che a passi lenti, capitolo dopo capitolo, si avvicina ai protagonisti fino a ingoiare tutto e tutti col suo orrore, mostruoso e devastante, immane e ineluttabile. Come lo definisce Campbell: un capolavoro.
Cura l’edizione italiana Giuseppe Lippi, che nella sua premessa ribadisce che il punto di forza di questa raccolta sta nel fatto che “offre testi di elevata qualità ma poco noti, per cui anche il collezionista più avido ne ignorerà parecchi. A questa regola d’oro delle antologie serie L’orrido pasto offre un contributo sostanziale, e siamo certi che si attirerà le simpatie e la gratitudine di molti lettori.” Confermiamo con entusiasmo.

 


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