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Rubrica - "To Splat: pellicole imbrattate di sangue": Sei donne per l'assassino

Dettagli

Una nuova rubrica arricchisce il novero di quelle già presenti su Letteratura Horror, parliamo di “To Splat: Pellicole imbrattate di sangue” curata da Ivo Gazzarrini, brillante scrittore (“Non sono morto”, “Il Male intorno”) e sceneggiatore (“Bad Brains”, “Nympha”, “Colour from the Dark” tutti film per la regia di Ivan Zuccon). Gazzarrini, qui, si occuperà di analizzare e presentare a tutti voi le pellicole splatter italiane che hanno segnato la nascita di un genere considerato spesso di 'serie b', ma da sempre apprezzato in tutto il mondo e fonte di ispirazione per i grandi registi horror contemporanei. La prima puntata è dedicata al grande Mario Bava e al suo film “Sei donne per l'assassino”. Buona Lettura!

 

SEI DONNE PER L'ASSASSINO di Mario Bava

Massimo Morlacchi e Cristiana Cuomo sono i proprietari di un atelier di moda. Una modella che lavora per loro, Isabella, viene uccisa da un killer mascherato e il cadavere viene rinvenuto dentro un armadio dalla contessa Cristiana Cuomo.
Partono subito le indagini ma gli investigatori brancolano nel buio. Nel frattempo viene ritrovato il diario di Isabella che contiene rivelazioni compromettenti per tutti. L’assassino mascherato si accanisce contro le modelle e comincia a farle fuori in cerca del diario. Il killer si rivela essere Massimo Morlacchi aiutato dall’amante Cristiana Cuomo. L'assassino mascherato era una messa in scena per deviare le indagini. I due amanti erano ricattati da Isabella che aveva scoperto l’assassinio del marito della contessa Cristiana Cuomo. Adesso però serve un colpevole così, Morlacchi e la Cuomo possono godersi in pace l'eredità. Rimane una sola modella e l’idea è quella di ucciderla e inscenare un suicido con confessione. Dovrà essere Cristiana a farlo. La bramosia di denaro porta Morlacchi a far fuori anche Cristiana ma fallisce. In un finale concitato muoiono entrambi.
Sei donne per l’assassino è un film del 1964 diretto da Mario Bava.
Per Guida al cinema Splatter di Gian Carlo e Gian Luca Castoldi è il primo film splatter italiano. Inoltre è il primo film slasher della storia del cinema.
Per l’epoca la pellicola è estremamente violenta. Per quanto riguarda l’effetto sanguinolento non si arriva ancora ai livelli degli anni d’oro, in questi anni lo splatter sta nascendo e non è ancora ben definito, ma il sangue scorre lo stesso che è un piacere.
Sei donne per l’assassino è un film enormemente importante per il cinema italiano di genere in quanto codifica le regole del giallo italiano. Bava si concentra molto sul body count e sui delitti tralasciando la parte investigativa che in questa pellicola è solo marginale. I film di Dario Argento (L’uccello dalle piume di cristallo, Quattro mosche di velluto grigio, Profondo rosso), Lucio Fulci (Non si sevizia un paperino), per citarne solo alcuni, mostrano tutti gli elementi presenti in questo film.
Rivisto oggi Sei donne per l'assassino ha qualcosa dell’incredibile. La regia è impeccabile, pulita, efficace, da manuale del cinema. Il killer mascherato uccide ognuna delle vittime in maniera diversa ma sempre con una violenza inaudita.
La maggior parte del film si svolge in interni, qualche esterno notturno e poche sequenze diurne. L’atelier è il fulcro di tutto il film, bella ed elegante location farcita da molti manichini di varia fattura che rendono particolare e inquietante la messa in scena di ogni sequenza. Gli stessi manichini sono presenti nei titoli di testa, accostati a ogni attore e sembrano indicare proprio la loro mancanza di coscienza. Infatti ognuno di loro è dedito al lusso, alla droga e al tradimento.
Il sangue scorre con parsimonia. Una vittima viene uccisa con un guanto chiodato infilzato nel volto, un’altra viene spinta con la faccia contro una stufa bollente, dopo che le era stata bruciata una mano, un’altra soffocata con un cuscino, un'altra ancora strangolata.
Bella sequenza l'uccisione dell'ultima vittima che viene affogata nella vasca. Per inscenare il suicidio le vengono tagliati i polsi e con un'inquadratura fissa in primo piano della donna sotto l'acqua, vediamo il sangue che colora di rosso l'acqua.
In Italia il film non andò bene ed ebbe problemi con la censura. Andò meglio all’estero, ovviamente. I critici francesi si chiesero addirittura quale fosse la connessione tra la targa che oscilla all’inizio del film e il telefono che casca alla fine e ciondola dal tavolo.
Il cinema di Mario Bava ha un linguaggio tutto suo e ogni film getta codifiche che hanno ispirato gran parte dei registi del mondo. Tornerò ancora a parlare di Mario Bava.


SCHEDA DEL FILM

Titolo: Sei donne per l'assassino
Anno: 1964
Regia: Mario Bava
Sceneggiatura: Marcello Fondato, Giuseppe Barilla, Mario Bava
Fotografia: Ubaldo Terzano
Musica: Carlo Rustichelli
Interpreti: Cameron Mitchell, Eva Bartok, Thomas Reiner, Aria Gorin, Dante Di Paolo, Mary Arden, Frank Russel, Claude Dantes, Harriet White.

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