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Rubrica - "To splat. Pellicole imbrattate di sangue": "Red Riding Hood - Cappuccetto Rosso"

Dettagli
Per ”To Splat. Pellicole imbrattate di sangue” Ivo Gazzarrini ci propone questo mese di giugno l’analisi del film “Red Riding Hood – Cappuccetto Rosso” un film di Giacomo Cimini
TRAMA - Il film inizia con l’uccisione del padre della protagonista mentre in America si prepara a diventare un giudice della Corte d’Appello. Jenny si trasferisce con la madre a Roma. La madre è una ninfomane, scappa con un uomo e abbandona la figlia dodicenne. Dopo poco arriva la nonna con l’obiettivo di riportare la ragazzina in America. Ma Jenny se la cava benissimo da sola. Tutti questi eventi, soprattutto la morte del padre, hanno fatto di lei un’adolescente disturbata mentalmente. La notte indossa un cappotto con un cappuccio nero che gli copre la testa, stivali rossi ai piedi e, insieme a George, il suo amico/lupo cattivo immaginario, si cimenta in ammazzamenti contro chi ritiene abbia infranto la legge. Inoltre lega la nonna al letto e le trapana i menischi per immobilizzarla perché non vuole tornare in America. Il suo tutor, un ragazzo di cui lei è invaghita, scopre tutto e gli eventi degenerano in un tripudio di sangue. Jenny viene ricoverata in un ospedale psichiatrico. Le ultime scene mostrano George che taglia le gambe a un peraio dell’ospedale con una spada. Sotto la maschera da lupo c’è il padre di Jenny che intraprende, nel finale, una lunga conversazione con la figlia ormai persa nel suo mondo (favola).     
Red Riding Hood – Cappuccetto Rosso è un film italiano prodotto da Ovidio G. Assonitis (Chi sei?, Tentacoli) e girato in pellicola. Sottovalutato e passato quasi inosservato in Italia. Un peccato perché il film diretto da Giacomo Cimini è una sorpresa e meriterebbe molto di più di quello che ha raccolto. Diretto con professionalità e confezionato ottimamente. La messa in scena della storia ha un approccio ironico e grottesco che ricorda Dellamorte Dellamore ma è di una inaudita violenza. La ragazzina protagonista, Jenny,  passa da momenti ilari a momenti di rara pazzia e sfodera una violenza con tanta naturalezza da far accapponare la pelle. L’attrice tredicenne Susanna Satta tiene ottimamente la scena ed è notevole nell’interpretare un personaggio difficile e disturbato come Jenny. Giacomo Cimini mescola il thriller, la favola e l’horror e riempie il film di citazioni: la nonna di Jenny fa il verso a Clara Calamai in Profondo Rosso di Dario Argento e questa viene torturata come in Misery non deve morire. La fotografia di Sergio Salvati da spessore alla pellicola e ci regala una Roma notturna fredda e inquietante. L’amante dello splatter non rimarrà deluso. Il sangue scorre copioso. Abbiamo teste e mani mozzate, uccisioni con sparachiodi, un barbone viene colpito con una pala mentre beve alla bottiglia, questa gli penetra in gola e poi gli vengono cavati gli occhi. Gambe amputate, menischi bucati da un trapano… la piccola Jenny è veramente scatenata!
Inquietante la stanza in soffitta dove dovrebbe alloggiare George/lupo cattivo che in realtà è il rifugio della Jenny cattiva. Il finale è quanto mai azzeccato e finisce con quell’ironia grottesca che permea in tutta la pellicola.
 
SCHEDA DEL FILM
 
Titolo:Red Riding Hood – Cappuccetto Rosso
Regia: Giacomo Cimini
Sceneggiatura: Andrew K. Benker, Giacomo Cimini
Fotografia: Sergio Salvati
Montaggio: Gianluca Quarto
Produttore: Ovidio G. Assonitis
Produzione: Koa Films Entertainment
Interpreti: Kathleen Archebald, Susanna Satta, Justine Powell, Roberto David Purvis, Antonella Salvucci, Remo Remotti, Iaon Gunn
Anno: 2003

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